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Contesto

Il progetto BiOfficine Suolo “Sviluppo di un sistema di coltura BIOlogica di piante OFFICINali per aziende agricole con SUOLi a scarsa fertilità” è un progetto coordinato dall’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IRET) in collaborazione con il Centro di Ricerca in Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari del Consiglio per la Ricerca in agricoltura e analisi dell’Economia Agraria (CREA-IT). E’ stato finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) sotto  l’avviso pubblico per la concessione di contributi finalizzati allo sviluppo del settore dell’agricoltura biologica attraverso la realizzazione di progetti di ricerca rispondenti alle tematiche prioritarie di Ricerca e Innovazione individuate nel “Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico”.

Il progetto sarà attivo tre anni a partire da gennaio 2026.

L’utilizzo delle piante officinali nel settore agricolo rappresenta oggi un ambito di grande interesse sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale. Con il termine piante officinali si indicano quelle specie vegetali coltivate o raccolte per le loro proprietà medicinaliaromatiche o cosmetiche, impiegate da secoli nella preparazione di rimedi naturali, prodotti erboristici e aromi alimentari. Fin dall’antichità, infatti, le piante sono state utilizzate dall’uomo per curare disturbi, conservare gli alimenti e produrre essenze profumate, dando origine a una tradizione che nel tempo si è sviluppata fino a diventare una vera e propria filiera agricola e industriale.

Nel contesto agricolo moderno, la coltivazione delle piante officinali rappresenta una valida opportunità di diversificazione delle produzioni, soprattutto per le aziende di piccole e medie dimensioni.  Negli ultimi anni l’interesse verso queste colture è aumentato grazie alla crescente attenzione dei consumatori verso prodotti naturali, biologici e sostenibili. Di conseguenza, le piante officinali sono sempre più integrate nei sistemi agricoli moderni, spesso all’interno di pratiche di agricoltura biologica o a basso impatto ambientale. Oltre a contribuire alla valorizzazione del territorio e della biodiversità, esse offrono agli agricoltori nuove possibilità di sviluppo economico attraverso la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti derivati, come tisane, estratti vegetali e oli essenziali.

Esistono però delle criticità:

  • per molte specie le indicazioni di tecnica agronomica non sono ben definite, con particolare riferimento alle esigenze nutrizionali e alla caratterizzazione varietale;
  • il seme di piante officinali attualmente utilizzato in Italia è per lo più proveniente da Paesi Terzi, selezionato e prodotto in condizioni pedo-climatiche molto diverse da quelle che caratterizzano i nostri areali produttivi;
  • l’evoluzione delle tecniche colturali negli ultimi anni si è concentrata sugli aspetti legati alla selezione di specie vegetali che potessero garantire la massima produttività, sia in termini di qualità, resa quantitativa ed eventualmente estetica e meno frequenti sono stati invece gli studi sperimentali atti a produrre risultati circa l’influenza dei substrati colturali sulla resa quali/quantitativa.

Nel biologico, la gestione del suolo e della fertilità diventa il fattore determinante per il successo o l’insuccesso della coltivazione. Nasce pertanto la necessità di: 1) porre delle basi scientifiche per la selezione di mix di substrati colturali adatti alle officinali e autorizzati in coltura biologica, andando a valutare gli effetti sul suolo e sulle colture; 2) puntare l’attenzione sulla selezione di varietà officinali spontanee che possono costituire in termini di adattamenti morfo-funzionali e presenza di principi attivi, una risorsa di grande interesse agronomico, vivaistico e nutraceutico.

Obiettivi

L’idea progettuale prevede lo sviluppo di un sistema di coltivazione biologica di specie officinali in terreni interessati da marginalità dovuta a fertilità ridotta. Il sistema prevede l’uso di varietà spontanee e di un mix biochar/compost.

Lo scopo è diversificare la produzione delle aziende, introducendo colture ad alto valore aggiunto capaci di crescere in terreni marginali, e, al tempo stesso, garantire una gestione sostenibile a livello aziendale con un recupero della qualità del suolo.

Gli obiettivi specifici del progetto sono:

1) individuare varietà di piante officinali spontanee, facilmente coltivabili su terreni poveri e utili alla produzione di oli essenziali di qualità;

2) sviluppare e testare in azienda un sistema colturale innovativo che permetta la produzione di officinali in terreni caratterizzati da scarsa f fertilità;

3) valutare quantità e qualità degli oli estratti dalle diverse tesi sperimentali, selezionando la soluzione più redditizia per l’azienda;

4) valutare l’aumento di fertilità connesso con l’applicazione del sistema colturale messo a punto e individuare indicatori di fertilità facilmente misurabili;

5) valutare l’efficacia di biostimolanti a base di fitoestratti ricavati dalle piante officinali selezionate e definire un protocollo utile alla produzione di tali preparati;

6) far conoscere alle aziende del settore del biologico le potenzialità del sistema proposto, trasmettendo i risultati del progetto mediante chiare linee guida che riguardino non solo la fase di produzione ma anche i criteri base per la trasformazione e l’immissione sul mercato dei prodotti ottenuti.

Risultati attesi

La sperimentazione fornirà importanti elementi per definire le migliori condizioni di coltura di officinali in terreni a fertilità ridotta. I risultati del progetto saranno diretti ad aziende biologiche produttrici di officinali ma anche, e soprattutto, ad aziende biologiche che non prevedono nel loro piano colturale tali produzioni.

Gli effetti positivi attesi a livello ambientale dall’applicazione del modello proposto sono molteplici; tra questi la tutela della biodiversità, il supporto agli impollinatori, il contributo alla fissazione di carbonio nel suolo, il recupero della risorsa suolo.

Ricadute positive del sistema proposto a livello aziendale (cerchio interno) e a livello ambientale (cerchio esterno)