
In questa prima fase del progetto saranno selezionate le specie di piante officinali spontanee e autoctone che, per le loro caratteristiche ecologiche (adattabilità ambientale), fisiologiche (presenza di principi attivi) ma anche “tradizionali” (basate sull’esperienza di chi opera nello specifico contesto agricolo), possono essere considerate potenzialmente idonee alla coltivazione e produzione. A partire da poche piante madri spontanee appartenenti a varietà autoctone si otterranno, attraverso la propagazione per talea, delle nuove piante che saranno utilizzate per la sperimentazione.
Parallelamente, i suoli delle aziende saranno analizzati con metodi ufficiali per valutarne le caratteristiche fisico‑chimiche e biochimiche, con particolare attenzione alle attività enzimatiche, indicatori chiave dei cicli biogeochimici e della salute del suolo.
A queste analisi si aggiungeranno l’indice QBS‑ar, per valutare la qualità biologica del terreno attraverso la microfauna edafica, e il metabarcoding, utile alla caratterizzazione della biodiversità microbica batterica e fungina.
Sulla base dei risultati analitici sarà definito un modello colturale che integri specie, ambiente e gestione aziendale, valutando quattro trattamenti sperimentali: 1. Specie officinale su terreno tal quale; 2. Specie officinale su terreno addizionato con compost; 3. Specie officinale su terreno addizionato con biochar; 4. Specie officinale su terreno addizionato con compost e biochar.
Responsabile WP: Claudio Beni (CREA-IT)
CREDITS FOTO: Serena Carloni.
